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Stanchezza del terreno e malattia da reimpianto: le soluzioni di Nova

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Quando si parla di “stanchezza del terreno” si intende un quadro sintomatico non ben definito, che riguarda uno squilibrio nei diversi effettori (ossia fattori e condizioni) nel sistema suolo-pianta e che porta ad un lento declino dello sviluppo e della produzione vegetale.

Il fenomeno è stato studiato su diverse specie, soprattutto in caso di ristoppio: basti pensare alle arboree (pesco, melo, vite, ciliegio), che purtroppo per molte ragioni di natura tecnico-economica spesso si reimpiantano sugli stessi terreni. Da qui, infatti, il fatto che la stanchezza è chiamata anche malattia da reimpianto.

Dunque è un fenomeno che si verifica generalmente in terreni in cui vengono realizzati impianti consecutivi, utilizzando sempre la stessa specie o specie affini.

Naturale conseguenza di ciò è che le piante manifestano un minor accrescimento ed una ritardata entrata in produzione, arrivando persino alla morte.

Le cause del fenomeno possono dipendere da fattori biotici (batteri, virus, funghi) che si specializzano per quella coltura; dalla presenza di sostanze tossiche (come l’amigdalina e la florizina), che sono glucosidi prodotti dagli apparati radicali delle piante stesse (allelopatia); da sostanze tossiche formatesi con anomale decomposizioni della sostanza organica; in condizioni di eccesso idrico; da squilibri nutrizionali con eccessi o carenze di elementi nutritivi.

Qualora le esigenze aziendali impediscano la naturale rotazione colturale, NOVA ha introdotto nel mercato un prodotto rivoluzionario, Kitos, per combattere la stanchezza del terreno e prevenirla.

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